Raccontare da dove vengo non significa elencare incarichi o titoli. Significa provare a riconoscere le esperienze, le persone e i luoghi che hanno dato forma al mio modo di lavorare.
Il mio percorso non è stato lineare. Ha attraversato l'università, il volontariato, le dipendenze, la disabilità, la neuropsichiatria infantile, il carcere e la psicoanalisi. In ciascuno di questi ambiti ho incontrato persone che non potevano essere comprese attraverso una sola definizione. È forse questa la continuità più profonda della mia storia professionale.
Urbino: formazione e primi incontri
Mi sono formato all'Università di Urbino tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Era un ambiente intellettualmente vivace, aperto alle esperienze internazionali e al confronto tra prospettive differenti.
Il volontariato presso il Centro Francesca mi mise per la prima volta a contatto diretto con l'autismo e la disabilità cognitiva. Non fu soltanto un'esperienza applicativa: imparai quanto la relazione, l'ambiente e la possibilità di comunicare possano modificare ciò che, osservato da lontano, sembra un limite immobile.
Negli stessi anni iniziai a collaborare con l'Università come cultore della materia: con il professor Lucio Cottini per gli insegnamenti di statistica e con la professoressa Marcelli per la psicopatologia dell'età evolutiva. Ricerca, metodo e clinica cominciarono così a procedere insieme.
In quel periodo intrapresi anche una prima psicoterapia con il professor Luigi Cancrini. Fu un incontro decisivo: attraverso quell'esperienza mi avvicinai alla terapia sistemica e alla possibilità di leggere la sofferenza non come un fatto isolato, ma dentro relazioni, famiglie e contesti.
Milano: dipendenze, neuropsichiatria e comunicazione
Il trasferimento a Milano aprì una fase nuova. Presso l'Associazione Saman lavorai come consulente nei progetti Contraddiction, dedicati al consumo problematico di cocaina, e in un progetto sull'uso di cannabis sviluppato con Maurizio Coletti, dell'IEFCOS di Roma. Di Maurizio, oggi scomparso, ricordo la capacità di tenere insieme rigore, esperienza sul campo e attenzione non giudicante verso le persone.
L'arrivo alla Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza del Policlinico di Milano segnò l'inizio di una lunga esperienza nei servizi e nel campo della Comunicazione Aumentativa e Alternativa. Lavorai nel gruppo diretto dalla dottoressa Maria Antonella Costantino, neuropsichiatra infantile e direttrice dell'Unità Operativa dal 2005, già presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza e impegnata, anche a livello internazionale, nello sviluppo della CAA e dei servizi per l'età evolutiva.
Come coordinatore del Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa mi sono occupato di docenza, formazione, supervisione e progettazione. Il lavoro si è poi ampliato attraverso la collaborazione con la NPIA dell'Ospedale Niguarda sui temi della migrazione e dei disturbi del neurosviluppo.
Queste esperienze mi hanno insegnato che comunicare non coincide necessariamente con il parlare e che ogni intervento deve fare i conti con la lingua, la cultura, la famiglia e i servizi che circondano la persona.
Psicologia giuridica e lavoro in carcere
Parallelamente si è sviluppato il mio lavoro nell'ambito della psicologia giuridica. Presso il Servizio di Psicologia clinica dell'Ospedale San Paolo ho partecipato al progetto DARS, rivolto ai detenuti a rischio suicidario nella Casa di reclusione di Milano Opera.
Il percorso è proseguito con progetti di arteterapia e interventi sulla genitorialità in carcere. Come esperto ex articolo 80 dell'Ordinamento penitenziario mi sono occupato anche di giovani adulti detenuti per reati violenti.
Lavorare in carcere significa confrontarsi con il danno, la responsabilità, la paura e la possibilità di cambiamento senza cancellare nessuno di questi elementi. Mi ha insegnato a non confondere la persona con il reato, ma anche a non usare la comprensione psicologica per sottrarla alla responsabilità delle proprie azioni.
La formazione psicoanalitica
Nel frattempo la psicoanalisi diventava il centro della mia formazione. Un percorso durato dodici anni presso la Società Psicoanalitica Italiana mi ha condotto al titolo di psicoanalista e ha alimentato attività clinica, studio e diverse pubblicazioni.
In quegli anni ho anche rappresentato l'Europa in IPSO, l'organizzazione internazionale dei candidati e dei giovani psicoanalisti collegata all'International Psychoanalytical Association. Ho partecipato a iniziative e conferenze internazionali come docente e ho contribuito alla progettazione strategica dell'organizzazione.
Successivamente ho scelto di proseguire la mia appartenenza psicoanalitica nell'Associazione Italiana di Psicoanalisi (AIPsi). Non è stato un rinnegamento della formazione ricevuta nella SPI, ma il passaggio verso una realtà nella quale cercare una maggiore attenzione ai contesti non metropolitani e costruire colleganza con professionisti radicati nel territorio barese.
Il confronto internazionale e quello con i territori hanno reso ancora più evidente che la psicoanalisi resta vitale quando riesce a dialogare con lingue, culture e istituzioni differenti, senza trasformare la propria tradizione in una dottrina chiusa.
L'incontro con Eugenio Gaburri
Una nota continua ha accompagnato questi passaggi: la mia analisi personale con il professor Eugenio Gaburri. Gaburri è stato uno dei protagonisti della psicoanalisi italiana, didatta della Società Psicoanalitica Italiana e dell'International Psychoanalytical Association e uno degli studiosi che hanno contribuito a diffondere in Italia il pensiero di Wilfred Bion e la ricerca sui gruppi.
Nel suo lavoro il conformismo non era soltanto un fenomeno sociale. Era anche il rischio di usare teorie, appartenenze e risposte già pronte per non lasciarsi toccare dall'esperienza. Con Laura Ambrosiano dedicò a questo tema il libro Ululare con i lupi. Conformismo e rêverie.
Da Gaburri ho appreso il valore di una mente capace di restare aperta, di attraversare l'incertezza e di non saturare subito ciò che ancora non comprendiamo. Scoprire il proprio sé non significa trovare un'identità immobile: può richiedere di attraversare la bufera, perdere appoggi conosciuti e tollerare per un tempo di non sapere ancora chi si sta diventando.
Non si accompagna qualcuno verso se stesso offrendo una risposta già pronta.
La maturità: Milano, Bari e la pratica clinica
Alla formazione istituzionale è seguita una maturità professionale costruita in oltre dieci anni di esperienza presso MindOrder e nel mio studio privato. Qui le diverse parti del percorso hanno potuto incontrarsi: lo sguardo sistemico, l'esperienza nei servizi, il lavoro con le istituzioni e la formazione psicoanalitica.
Nel 2023, con la nascita della mia secondogenita, è arrivato un nuovo distacco. Bari è entrata nella mia vita non soltanto come una seconda sede professionale, ma come un luogo personale e familiare. Oggi vivo tra Milano e Bari; ricevo nei due studi e, quando è clinicamente indicato, svolgo anche colloqui online.
A Bari partecipo alla vita scientifica e formativa di ARIRI, l'Associazione di Ricerche e Interventi sui Rapporti Interpersonali, come consigliere e docente. Nei corsi dedicati alle nuove adolescenze ho lavorato, tra gli altri, sul sintomo come organizzatore dell'identità e sui temi dell'aggressività, della perversione e del rischio suicidario in adolescenza.
Questa doppia appartenenza non è un compromesso logistico. Mi ricorda che l'identità può avere più di un luogo e che ogni passaggio importante chiede di lasciare qualcosa senza necessariamente perderlo. È da qui che lavoro oggi: da una storia composta da incontri diversi e dalla convinzione che diventare se stessi resti un processo aperto.
ECHOS — Strutture dell'Identità
Da gennaio 2026 questo percorso ha preso anche una forma organizzativa con la nascita di ECHOS — Strutture dell'Identità S.T.P. S.r.l. L'ho creata per far dialogare lavoro clinico, formazione, supervisione, progettazione e produzione di risorse professionali, senza separare la cura della persona dai contesti familiari, educativi, sociali e organizzativi in cui l'identità si costruisce.
ECHOS nasce inoltre per mettere in rete competenze e territori diversi: non un semplice contenitore di prestazioni, ma una struttura capace di rendere accessibili conoscenze e strumenti rigorosi sui temi dell'adolescenza, della genitorialità, delle relazioni e del benessere nei luoghi di vita e di lavoro.
Riunire le tracce di un percorso
Una parte del mio lavoro è già rintracciabile online: pubblicazioni cliniche, contributi sulla psicoanalisi e sulla psicoterapia, attività didattiche e materiali nati dal lavoro nella neuropsichiatria. I collegamenti raccolti in questa pagina non sostituiscono un curriculum, ma permettono di verificare direttamente alcune tappe del percorso.
Qui trovi la mia carta d'identità professionale: raccoglie in un unico luogo le pubblicazioni, le docenze e i contributi scientifici che portano il mio nome, anche quando sono ospitati su siti o riviste gestiti da altri enti.
Fonti e riferimenti
Riferimenti pubblici consultati per verificare le informazioni biografiche, normative o scientifiche presenti nel testo.
- Pubblicazioni e contributi di Sergio Anastasia — raccolta aggiornata
- Profilo ORCID di Sergio Anastasia — 0009-0003-4943-4889
- Profilo storico di Sergio Anastasia — Centro Milanese di Psicoanalisi
- Curriculum professionale pubblico — Ospedale Niguarda
- Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza — Policlinico di Milano
- Maria Antonella Costantino — profilo professionale, Policlinico di Milano
- Centro Francesca — storia e servizi
- Associazione Saman — programma Contraddiction
- ARIRI — Consiglio direttivo e attività scientifica
- ARIRI — Le nuove adolescenze: rotture dell'identità in adolescenza
- AIPsi — storia e attività scientifica
- Ordine degli Psicologi della Lombardia — Albo delle Società tra Professionisti
- La catena spezzata. Lutto e processi di identificazione — Ecologia della Mente
- Divenire analisti. Le origini inconsce, gli incontri, il futuro — Rivista di Psicoanalisi
- Contributo video di Sergio Anastasia per la Società Psicoanalitica Italiana — YouTube
- Musatti Cesare — contributo a cura di Sergio Anastasia
- Allarme. C'è un virus nella stanza — Sergio Anastasia e Pietro Roberto Goisis
- Teoria e tecnica della psicoterapia online — attività didattica
- IPSO — Executive Committees
- Società Psicoanalitica Italiana — Eugenio Gaburri